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Diario 1 Luglio 2014 PDF Stampa E-mail

Diario Martedì 1 Luglio 2014

La sveglia è suonata, sono le sei e la nostra routine mattutina è appena cominciata. Non avendo completato il lavoro iniziato ieri nei campi, anche stamani la meta è la stessa e così anche il nostro compito.
Abbiamo zappato la metà rimanente del campo di noci per dare loro aria e dobbiamo ammettere che siamo stati molto veloci ed efficienti; in fondo ormai siamo qui da quattro giorni e le nostre capacità agricole avanzano al meglio dandoci grandi soddisfazioni.
La nostra rapidità, infatti, ha fatto in modo che terminassimo la zappatura dell'intero campo in pochissimo tempo da permetterci di riposare, mangiando susine e scherzando insieme.
In seguito Franco e Antonio, due soci della Cooperativa, vedendoci bighellonare ci hanno chiesto un ultimo favore: ricoprire il terreno annaffiato per far sì che le piante trattenessero l'acqua il più possibile non facendola evaporare. Tornati a Casa Nostra, una parte a piedi, volendo ripercorrere le orme dei vecchi contadini, e quella sfaticata nei pulmini, docciati e profumati abbiamo pranzato.
Nel pomeriggio — con una decisione imprevista — siamo stati alle cascate sopra Corleone. Il tragitto per raggiungerle si è rivelato molto avventuroso; inoltre abbiamo goduto il bellissimo paesaggio della Valle dello Jato da una parte e del centro cittadino dall'altra.
I ragazzi del luogo ci hanno guidato alle cascate Superiori, dove si forma un lago naturale sovrastato da strapiombi alti circa un paio di metri. Abbiamo incontrato un gruppo di siciliani con cui abbiamo fatto i tuffi.
Stanchi ma molto divertiti siamo tornati alla cooperativa dove ci aspettavano Calogero e Pascucci per una riunione informativa. Ognuno di noi ha espresso il proprio giudizio sull'esperienza passsata fino a ora mentre Pascucci ascoltando noi volontari si appuntava i pregi e i difetti della cooperativa con lo scopo di apportare nuovi miglioramenti.
Nella lunga riunione Pascucci ha parlato di vari argomenti come: 
- Formazione e lavoro
- Importanza campi-lavoro
- Libera Terra in Toscana
- Progetto Rete di Lana
- CGIL/FLAI
Dopo la cena, tutti insieme, siamo usciti per bere qualcosa al bar concludendo così un'altra splendida giornata...
A PRESTO!!
Leonardo Bonacchi Marta Corsi  Shoichi Yip

 
Diario 2 luglio 2014 PDF Stampa E-mail

Diario 2 luglio 2014

“Guarda questa mia terra confiscata alla brutalità/ Ascolta questa mia terra che chiede legalità/ Terra bruciata dal sole che testarda rifiuta la sorte/ Terra di sud che lotta, terra strappata alla morte.”

Intonava così il grido dei Modena City Ramblers nel brano “Libera Terra” dedicata ai volontari che, come noi, ogni giorno si recano nei campi confiscati, e che abbiamo fatto nostro in questi giorni. Oggi una parte di noi ha affrontato un nuovo incarico riguardante la raccolta della lana finalizzata a un utilizzo nel mercato tessile e in quello sperimentale della bio-edilizia, impegnando i ragazzi in un nuovo tipo di lavoro, faticoso ma allo stesso tempo interessante e soddisfacente.
Il pomeriggio invece prevedeva un’esperienza diversa dal solito: la visione di un film-documentario “Scacco al Re”, riguardante l’arresto di Bernardo Provenzano l’11 aprile del 2006, che ha approfondito molti aspetti dell’investigazione antimafia scendendo nei dettagli dei fatti. A rendere il tutto più interessante è stata la possibilità subito dopo di poter osservare quegli stessi luoghi descritti nel film ripercorrendo tutte le varie tappe del “pizzino” fino ad arrivare al luogo della cattura del boss Provenzano. Un’esperienza che ci sentiamo di definire surreale proprio per questo intreccio fra presente e passato, fra il vedere e toccare, fra il sentir dire e vivere. E’ stata questa la particolarità della giornata di oggi che ci sentiamo di voler sottolineare, ovvero l’aver avuto l’occasione di passare da un film a uscire per strada e vedere quei luoghi con i nostri occhi un attimo dopo.

Guido Gregorio Francesco

 
Diario 1 Luglio 2014 PDF Stampa E-mail

La sveglia è suonata, sono le sei e la nostra routine mattutina è appena cominciata. Non avendo completato il lavoro iniziato ieri nei campi, anche stamani la meta è la stessa e così anche il nostro compito.

Abbiamo zappato la metà rimanente del campo di noci per dare loro aria e dobbiamo ammettere che siamo stati molto veloci ed efficienti; in fondo ormai siamo qui da quattro giorni e le nostre capacità agricole avanzano al meglio dandoci grandi soddisfazioni.

La nostra rapidità, infatti, ha fatto in modo che terminassimo la zappatura dell'intero campo in pochissimo tempo da permetterci di riposare, mangiando susine e scherzando insieme.

In seguito Franco e Antonio, due soci della Cooperativa, vedendoci bighellonare ci hanno chiesto un ultimo favore: ricoprire il terreno annaffiato per far sì che le piante trattenessero l'acqua il più possibile non facendola evaporare. Tornati a Casa Nostra, una parte a piedi, volendo ripercorrere le orme dei vecchi contadini, e quella sfaticata nei pulmini, docciati e profumati abbiamo pranzato.

Nel pomeriggio — con una decisione imprevista — siamo stati alle cascate sopra Corleone. Il tragitto per raggiungerle si è rivelato molto avventuroso; inoltre abbiamo goduto il bellissimo paesaggio della Valle dello Jato da una parte e del centro cittadino dall'altra.

I ragazzi del luogo ci hanno guidato alle cascate Superiori, dove si forma un lago naturale sovrastato da strapiombi alti circa un paio di metri. Abbiamo incontrato un gruppo di siciliani con cui abbiamo fatto i tuffi. Stanchi ma molto divertiti siamo tornati alla cooperativa dove ci aspettavano Calogero e Pascucci per una riunione informativa. Ognuno di noi ha espresso il proprio giudizio sull'esperienza passsata fino a ora mentre Pascucci ascoltando noi volontari si appuntava i pregi e i difetti della cooperativa con lo scopo di apportare nuovi miglioramenti.

Nella lunga riunione Pascucci ha parlato di vari argomenti come:

  • Formazione e lavoro
  • Importanza campi-lavoro
  • Libera Terra in Toscana
  • Progetto Rete di Lana
  • CGIL/FLAI

Dopo la cena, tutti insieme, siamo usciti per bere qualcosa al bar concludendo così un'altra splendida giornata...

A PRESTO!

Leonardo, Marta e Shoichi

 
Diario 2 luglio 2014 PDF Stampa E-mail

Diario 2 luglio 2014

Come ogni giorno anche oggi ci siamo svegliati presto, ormai è diventata un abitudine... Dopo aver fatto colazione, ci siamo preparati e siamo andati al campo di pomodori. Abbiamo capito subito che era molto grande e a noi spettava il compito di zappare via le varie erbacce che davano fastidio  alla pianta e radunare intorno ad essa la terra in modo che non si seccasse, non essendoci possibilità di irrigarla.
E’ stata una mattinata stancante, a differenza delle altre, forse anche perchè mancava praticamente un terzo del gruppo, che insieme a Calogero, si è avventurato in un  nuovo lavoro. La cooperativa infatti sta iniziando anche una raccolta di lana proveniente dalla tosatura delle pecore, che verrà mandata a Biella dove sarà filata e lavorata. Il lavoro anche per loro è stato molto pesante, hanno messo nei sacchi quasi una tonnellata di lana e  li hanno caricati nel camion della cooperativa. A pranzo i volontari dello SPI avevano cucinato anche oggi benissimo, o almeno così ci è sembrato, a giudicare dalla foga con cui abbiamo saziato  la nostra fame, infinita come la nostra stanchezza. Dopo aver  riposato un po', nel pomeriggio abbiamo guardato il film "Scacco al Re" che racconta la storia della cattura di Provenzano l’11 aprile 2006. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere i luogh di Corleone che sono stati le tappe fondamentali dei “pizzini” all’epoca della latitanza di Provenzano e tutte le fasi della scoperta del covo che lo teneva nascosto. Successivamente tutti insieme siamo andati con i nostri "splendidi" pulmini a ripercorrere quei luoghi e ad ammirare il panorama sulla città dalla croce che la sovrasta.  Dopo cena,  a differenza delle altre sere, non siamo usciti e ci siamo rivisti con emozione I cento passi, il bellissimo film sulla storia di Peppino Impastato, un po’ tristi e rassegnati per la mancata visita a Cinisi.
Che altro dire, ogni giorno che passa ci aspetta una nuova avventura, una nuova emozione, un nuovo sentimento, una nuova sensazione. Ogni momento è splendidamente diverso dagli altri, ed è questo il bello, della vita qui a Corleone,  non sapere che cosa succederà domani e poter vivere ogni giorno con grande intensità, come se fosse l'ultimo…

Laura Faienza

 
Diario 30 Giugno 2014 PDF Stampa E-mail

Diario 30 giugno

Lunedí mattina al di fuori della solita routine, questo: una sveglia movimentata, l'alternarsi di sbadigli e molti piedi nudi a contatto col pavimento. "Piove!" Hanno detto; abbiamo forse avuto l'onore di portare un po' d'acqua in queste terre d'oro, con noi? Una moltitudine di dita ha picchiettato lievemente sugli schermi di molti telefonini: niente, la pioggia evidentemente non ci fará visita. Cosí partiamo, anche oggi in compagnia di buona musica, succose susine e zappe usurate da mani sconosciute. Ad aspettarci, all'arrivo, ci sono loro: piantine nascoste da cumuli di terra, bisognose di quell'aiuto che adesso spetta a noi portare. Il sole ci ha salutati dopo un'ora di duro lavoro, proprio quando una ragazza, non priva di forza di volontà, ha dovuto abbandonare il gruppo. Rimasti in quindici, finire il lavoro è stata la cosa piú soddisfacente che abbia mai fatto; dopo quattro ore, posare l'arnese ai propri piedi madidi di sudore e terra, avvicinare la borraccia alle labbra screpolate dal tiepido vento e portare alla bocca quel frutto tanto agognato non suonano più come semplici gesti: sono i nostri premi, meritati come la pacca sulla spalla di un padre che sembra dire: "bravo, ce l'hai fatta; sei un campione." Anche la doccia ha avuto parole di elogio per noi, sciacquando via la fatica dai nostri volti. Un po' di riposo, qualche manciata di delizioso riso e un ulteriore momento di pausa. Adesso sono le quattro e mezzo, il gruppo si sta dirigendo verso la Bottega della Legalità: ancora non sappiamo quanta ignoranza pervade le nostre anime; non ne sapremo mai abbastanza.. mai. I muri sono tappezzati da quadri, all'unisono bellissimi e devastanti, e il benvenuto ci è dato da Annalisa, la cui forza è celata dalla temperanza dei modi di esporci il tema. I dipinti ci squadrano, cercando di capire chi siano coloro che si accingono a scattare loro così tante foto. I racconti si sommano l'uno all'altro ad una velocità incredibile: morti, combattenti, succubi, diversi.. il cielo siciliano, sotto il potere della mafia si è fatto di un porpora sempre più denso. Vittime innocenti, come il bambino che, spaventato, ha cercato di rivelare l'omicidio di Placido Rizzotto, finendo invece tra le braccia di un Morfeo troppo avaro: un veleno, iniettato dal mandante dell'abominio, il dottore di cui l'innocente si è fidato. O quando, l'anno successivo, otto carabinieri e sono morti nella strage di Bellolampo a causa di un'autobomba - dal momento in cui le forze dell'oridine hanno cominciato ad opporsi, le loro sorti si sono capovolte. Si sono susseguite le storie di altri compatrioti - il piú famoso dei quali, Giuseppe Impastato, morto a Cinisi e protagonista di uno degli inni piú famosi d'Italia.
La mafia non tocca ne mamme ne bambini, dicono - non è vero. La mafia va dove ci sono i soldi, il potere. A lei interessa ingrandirsi, e chiunque le si opponga deve essere necessariamente eliminato, recluso, assillato. Ma è solo dopo la morte di Paolo Borsellino - avvenuta in una calda giornata di fine luglio del 1992 - che la mafia comincia ad uscire dalla Sicilia, diventando un problema mondiale. Medesimo capitalismo centralizzato, differenti maniere di esporsi e comunicare.
Abbiamo varcato la soglia con aria assonnata, e uscendo i nostri occhi straboccavano stupore: perchè, la Sicilia, grande contesa tra potenze di ogni era, è dovuta crescere lontano dalla propria Madre? Una fanciulla lasciata a se stessa che ha dovuto imparare a cavarsela, la cui sfortuna ha voluto come protagonisti persone egoiste e prive di umanità: il loro ego è stata la cosa piú preziosa, l'unica gemma a cui valesse la pena aggrapparsi.. anche a costo di uccidere. Una cena abbondante ha posto un punto alla nostra giornata; tra sbadigli e occhi appannati, una disputa sull'uscire o meno e qualche spuntino notturno, le note sconnesse dei nostri "buonanotte" hanno salutato il paese d'oro che domani, lo sappiamo, ci aspetterà.

 

Giulia Cappelli

 
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